Quando cede il cerchione

Nell’uso di una vettura storica l’attenzione deve essere rivolta, oltre che agli pneumatici, anche ai cerchioni che potrebbero dare brutte sorprese. Oggi è possibile fare un’analisi metallografica dei cerchi (sia in acciaio che in lega) di un’auto.

Il restauro di un’automobile è fatto da diverse fasi. Generalmente, alla fine di ogni restauro, si affronta la questione dei cerchioni (detti anche cerchi) in modo molto superficiale e frettoloso. L’auto è pronta, sia la carrozzeria che la meccanica, restano da verniciare i cerchi, stanno anche per arrivare gli penumatici nuovi. A questo punto della lunga storia di un restauro c’è fretta di chiudere, di terminare il lavoro.

Ma il cerchione, prima ancora di montare il pneumatico, è un elemento meccanico che deve garantire un certo funzionamento. Da alcuni anni ci sono delle aziende che si dedicano esclusivamente al restauro dei cerchi siano essi di acciaio o di lega. In queste officine il termine restauro assume un contenuto prima tecnico e poi estetico. Infatti, la prima analisi è proprio quella metallografica per verificare l’integrità del cerchio e quindi stabilire se il cerchio continua a dare le giuste garanzie di funzionamento.

Molto spesso, le diverse applicazioni di vernici avvenute successivamente negli anni celano il reale stato dei cerchioni, che a lungo andare potrebbero dare brutte sorprese. E’ il caso di questa berlina Fiat degli anni sessanta, della quale rappresentiamo, attraverso le foto a margine, l’inconveniente di cui è stata oggetto. Il cerchione anteriore sinistro ha ceduto nella parte centrale, mentre l’auto era in movimento. La parte esterna della ruota improvvisamente si è allontanata dal mozzo, mentre i quattro bulloni hanno trattenuto al mozzo la sola parte centrale del cerchio.  

Sembra banale, ma i cerchioni di un’auto vanno controllati e attenzionati come ogni altro elemento meccanico dell’auto, non solo una questione di estetica.

Eugenio Avitabile

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