La Bella addormentata per oltre trent’anni, la 600 D venuta alla luce ad Avellino

La 600 D è stata un’auto di moda a partire dagli anni ’60, un fenomeno di costume che ha saputo contendersi la scena con la più piccola 500.

Dopo trentacinque anni questa 600 ritorna alla luce. Si tratta più precisamente di una 600 D [113] (Modello 100 D) con le portiere antivento incernierate posteriormente (le cerniere sono ben in vista al centro delle fiancate). Immatricolata per la prima volta nel 1960, fu destinata al giovane Eliodoro Ranucci originario di Flumeri (Av) fresco patentato (da allora appartiene sempre alla stessa famiglia). Trattandosi del modello D la motorizzazione è quella aggiornata a 767 cc (Motore Tipo 100 D.000). E’ stata “conservata” con cura in un angolo di garage al centro della città, ad Avellino. Ha regolarmente circolato fino al mese di marzo del 1991. Sempre al servizio della stessa famiglia, agli inizi degli anni ’90 (al raggiungimento dei trent’anni di età) l’auto fu messa in ordine di carrozzeria, di meccanica, di tappezzeria e gommata nuova, dopo di ché, allo scadere dell’assicurazione, fu fermata in garage. Evidentemente le esigenza familiari erano cambiate (dal 1960 al 1991) inoltre, la 600 era ormai obsoleta, ma comunque i familiari decisero di non disfarsi della vetusta Fiat, ma di conservarla in un angolo morto del garage a loro disposizione sotto casa. Garage asciutto e riparato, quindi la 600, senza grosse difficoltà, ha potuto raggiungere i nostri giorni, quindi gli ultimi trentacinque anni sono trascorsi serenamente a riposo, in quiescenza. Ma ora, quale sarà il suo avvenire ? Come si troverà ad affrontare l’era dell’elettrico ? Sicuramente sarà una valida testimonianza di quella che è stata la consistenza del motorismo di massa degli anni sessanta. Per ora i proprietari, hanno solo inteso spostarla per esigenze di spazio, ma più che disfarsene vorrebbero vederla nuovamente in circolazione, del resto è stata la prima auto del Capofamiglia, quindi un cimelio da conservare accuratamente.

Ma quali sono le condizioni attuali del veicolo ? Non è difficile, dopo tutti questi anni, immaginare una meccanica “attaccata” che dovrà essere integralmente verificata e che dove necessario dovrà essere ripristinata secondo le specifiche d’origine. La carrozzeria tiene bene anche grazie agli interventi ricevuti prima del lungo letargo. Il frontale espone al centro un fregio della versione successiva (la 600 D del 1965), anche se curiosamente conserva anche i baffetti d’origine, come dire un innesto fra i fregi di due versioni differenti. Sia la targa metallica di prima immatricolazione della provincia di Avellino, che il coloro rosso della carrozzeria rappresentano delle caratteristiche rare per questo genere di vetture. La tappezzeria, integralmente rifatta negli anni ’90, purtroppo non rispecchia più quelli che erano i canoni d’origine.

Comunque, la storia di questa 600 continua in altro luogo, ma sempre con la stessa famiglia Ranucci, quella che la ritirò nuova presso la Commissionaria Fiat di riferimento agli inizi degli anni sessanta.

Concludiamo dicendo che questa vettura ci ricorda in particolare l’attivissima 600 di Mario Piano di Bellizzi Irpino (Cretazzo), anch’essa una D nella livrea rossa e con targa di prima immatricolazione sempre della provincia di Avellino, una vettura gemella che si differenzia da quella del nostro servizio per soli 331 numeri di targa, mentre i numeri di telaio si differenziano per 28.435 vetture prodotte, numeri che fanno riflettere su quello che è stato il fenomeno umano, commerciale e sociale della 600 D.

113] La 600 D ( Modello 100D) fu presentata ufficialmente dalla Fiat al Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi che si svolse dal 6 al 16 ottobre del 1960. Nei primi giorni di settembre del 1960 iniziò la produzione della 600 D a partire dal numero di telaio 892.001. Fondamentalmente la 600 D era caratterizzata da un nuovo propulsore tipo 100 D.000 che vedeva la cilindrata incrementata dagli iniziali 633 cc. ( della Fiat 600 presentata al Salone di Ginevra nel marzo del 1955) agli attuali 767 cc.. L’introduzione di questo nuovo propulsore diede chiaramente un deciso miglioramento al quadro prestazionale della nuova vettura. E’ bene precisare che la 600 D, nel 1960, nasceva ancora con le portiere incernierate posteriormente (antivento), infatti solo nel maggio del 1964 e dalla vettura numero di telaio 1.821.001 furono adottate le portiere controvento incernierate anteriormente. Inoltre, è utile anche precisare che nel passaggio fra le portiere incernierate posteriormente (antivento) a quelle incernierate anteriormente il frontale della vettura restò praticamente inalterato.  Infatti, bisognerà attendere il Salone Internazionale dell’Automobile di Torino del 1965 , quando la Fiat, a partire dal numero di telaio 2.035.001, adottò proiettori maggiorati oltre ad altre importanti migliorie, nella stessa occasione la Casa torinese presento anche l’innovativa 850. Nel novembre del 1970, in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile di Torino, la 600 D uscì dai listini Fiat. Complessivamente dal 1960 al 1969 ne furono costruiti 1.560.107 esemplari.

Eugenio Avitabile

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