La Flaminia GT del 1967 alimentata a benzina bio sulla Costa d’Amalfi.
Lancia Flaminia 2.8 GT Touring Superleggera del 1967, da Torino (partenza giovedì 16 aprile (2026)) a Palermo (arrivo lunedì 20 aprile (2026)). L’equipaggio ha visto alla guida Luca Gastaldi (responsabile Ufficio Stampa A.S.I.), mentre al suo fianco Fabrizio Gremo (Fotografo ufficiale). Nel serbatoio, lungo tutto il percorso, è stato introdotto unicamente carburante Biologico, benzina BIO (Sustain Classic 80 prodotta dalla ditta inglese Coryton Advanced Fuels). Nel programma ASI Net-Zero Classic, iniziato nel 2003, tutto quello che era stato prima ipotizzato teoricamente e poitestato in laboratorio, ha trovato riscontro in un “raid” senza precedenti: 5 giorni, 7 tappe, 1.950 chilometri percorsi, 320 litri benzina-bio utilizzati. In effetti, il progetto BIO è ormai arrivato ad una fase di verifica pratica, infatti i 1.950 km percorsi in questa esperienza sono i primidi 10.000 km che saranno complessivamente percorsi per valutare eventuali danni causati dal nuovo carburante agli organi in movimento del propulsore. Infatti, il motore della Flaminia dell’A.S.I. prima di iniziare il tour è stato completamente revisionato nel rispetto delle caratteristiche d’origine, per poi essere nuovamente ispezionato al termine dei 10.000 km percorsi. E’ importante anche familiarizzare con un nuovo termine “drop-in” che stabilisce una caratteristica fondamentale di questa benzina bio: non è necessaria nessuna modifica al motore per poterla utilizzare.
Il lungo ed impegnativo tour della Flaminia a molti appassionati è sembrato un azzardo, ma questa esperienza serve anche a dimostrare che le nostre auto non conoscono limiti, a patto che siano correttamente manutentate e seguite, diciamo pure amorevolmente e professionalmente ascoltate nei loro bisogni.
Eppure, il concetto più evoluto sull’uso di un veicolo storico credo sia quello espresso negli ultimi film dell’intramontabile “007”, quando a fine di ogni missione (al termine del film) James Bondentra in uno dei garage dei “secret services”britannici dovesenza esitare mette in moto l’Aston Martin DB5 del 1963 e va via a tutto gas (a bordo generalmente c’è al fianco dell’Agente segreto anche una donna). Non è banale dire che le nostre Auto storiche dovrebbero stare in garage con la chiave nel quadro, l’assicurazione e la revisione in corso, il serbatoio pieno (meglio se di benzina-BIO) pronte a portarci dove vogliamo, anche da Torino a Palermo, andata e ritorno.E’ vero anche che le nostre auto sono più scomode delle attuali auto moderne, ma questo fa parte della nostra passione, della nostra sana follia.
Dunque, l’impresa di Luca e Fabrizio, ha dimostrato più cose, ma fondamentalmente ha dato un senso compiuto alla nostra passione per i veicoli storici, questa esperienza ha definito, senza mezzi termini, cosa possono essere i nostri veicoli storici, nel rispetto degli altri, nel rispetto della normativa vigente, e non ultimo, nel rispetto dell’ambiente. Ma il senso di questa importante iniziativa emerge chiaramente anche dalle parole di Luca Gastaldi che alla guida della Flaminia è stato il primo testimone di un’esperienza unica:
È stato un viaggio molto impegnativo ma davvero emozionante, con la consapevolezza di portare un messaggio importante per sensibilizzare gli appassionati, l’opinione pubblica e le istituzioni. I Club Federati ASI sono stati fondamentali per la riuscita del tour, organizzando alla perfezione i punti di rifornimento della bio-benzina per la nostra vettura. Abbiamo riscontrato molto interesse da parte dei collezionisti, un’apertura culturale nei confronti di un carburante alternativo che potrebbe rappresentare il futuro.
Nell’ambito del percorso seguito da Torino a Palermo, il Green Racing Club di Avellino, Club federato A.S.I., ha reso omaggio alla Flaminia BIO e al suo equipaggio, definendo una breve sosta presso l’Hotel Cetus di Cetara (Sa), uno dei posti più belli e suggestivi della Costa d’Amalfi, una location già di strada sul percorso programmato dalla Convertibile dell’A.S.I., ma allo stesso tempo anche facilmente raggiungibile da Avellino.
Alla ripresa del raid per pochi chilometri (fino a Vietri sul Mare) la Flaminia è stata accompagnata dalla BMW 323i del 1980 di Eugenio Avitabile di Avellino con Giuseppe Melillo di Mercogliano (Av), dalla Giulia Super 1300 del 1973 di Michele Luicano di Solofra (Av) accompagnato da Andrea e Maria Carmela Luciano e la Volkswagen Maggiolino Cabriolet del 1972 di Luigi Guerriero di Avellino accompagnato da Angelo Salerno di Pietradefusi (Av).
Eugenio Avitabile



