La Capri 1600 S Mk III conservata per la rottamazione, l’elettrico che avanza senza esitazioni.
Una Ford Capri 1600 S del 1978, un’auto molto rara in Italia per modello e versione. Rara anche per le condizioni di assoluta originalità in cui è arrivata fino ai nostri giorni. Ma nonostante tutto, dobbiamo purtroppo dire che era una Capri Mk III con prima targa della provincia di Avellino venduta dall’allora concessionaria Medici ufficiale Ford. Infatti, questa vettura è stata immolata a fronte dell’acquisto di una nuova vettura di marchio cinese a propulsione esclusivamente elettrica. Pare che gli 11.000 €, definiti dall’incentivo statale, abbiano convinto il proprietario a commettere questo insano gesto. D’altro canto nessun appassionato di veicoli storici può risultare immune da questa allettante proposta. Il rischio concreto è che prima di acquistare un’auto elettrica per il figlio o per il nipote l’appassionato di turno, ormai frustato dall’incalzante pubblicità, si faccia un giro nel proprio garage per decidere cosa sacrificare in nome dell’elettrico.
Ora senza entrare nel dibattito politico che ha portato a concedere questo tipo di agevolazione a chi intende acquistare una nuova vettura elettrica, sarebbe opportuno escludere dal raggio d’azione di questa incentivazione le auto con oltre trent’anni a prescindere se queste siano riconosciute storiche o meno da apposita certificazione. Infatti, a fronte di incentivi così importanti, una consistente fetta del parco auto dei veicoli storici (o potenzialmente storici) è esposto al rischio rottamazione. Concretamente sono esposti al pericolo rottamazione tutti quei veicoli storici (o potenzialmente storici) che, sulla piazza della compravendita, non superano la valutazione degli 11.000 euro.
Inoltre, se il Legislatore nella stesura del testo di Legge, che concede incentivi statali per l’acquisto di un’auto nuova elettrica, ha inteso fondamentalmente togliere dalla circolazione un veicolo vetusto inquinante a fronte della messa in circolazione di un veicolo nuovo non inquinate, osserviamo che questo condivisibile obiettivo non è raggiungibile rottamando i veicoli con oltre trent’anni visto che ragionevolmente l’80 % di essi circola sporadicamente. Ne è testimonianza proprio questa Capri che dopo anni di letargo (di non circolazione) rivede la luce per lasciare il passo ad un’auto elettrica: quali sono stati i benefici, in questo caso, per l’ambiente?
C’è anche da dire che un’auto con oltre trent’anni con costituisce più inquinamento in relazione al proprio ciclo di vita.
Questa situazione non esclude effetti negativi anche sul mercato dei veicoli storici, visto che qualsiasi veicolo burocraticamente in ordine potrebbe arrivare a valere 11.000 €.
Siamo preoccupati perché quello che sta accadendo, silentemente nell’indifferenza delle parti coinvolte, è proprio rappresentato da questa Ford Capri 1600 S amorevolmente conservata per anni, che però non è riuscita a sfuggire all’avanzata cinese (motoristicamente parlando). Ma con il senno del poi, ne valsa la pena conservare questa Capri che a motore spento (quindi senza emissioni inquinanti) ha raggiunto la ragguardevole valutazione di 11.000 € ?
Ci auguriamo che in futuro il Legiferatore possa tenere in conto la nostra proposta lasciando fuori dalla concessione dell’incentivo i veicoli con oltre trent’anni.
Eugenio Avitabile
Si ringrazia:
Francesco Todesca di Mercogliano (Av)



