Riconoscersi in un Rombo, Angelo Amodeo e la Ferrari 250 GTO
Buongiorno Eugenio, solo per condividere con chi è nelle condizioni di comprendere cosa voglia dire riconoscersi in un rombo.
Beh..ieri in autostrada mi sono imbattuto nella storia dell’auto …una spettacolare 250 GTO targata Roma ( Ça va sans dire originale). Dovrebbero esisterne 36 al mondo e il 172 è un numero iconico per l’auto che vinse il tour de France nel 1964. Pensavo non esistesse più. Nel 1983 la vidi in Florida e poi in California da specializzando alla Pepperdine University, prima di essere acquistata dalla Lionshead West Collection di Los Angeles. Dopo giri in Giappone e Svizzera è finita nelle mani di Claudio Roddaro, pilota vivente a Montecarlo tra i maggiori collezionisti Porsche al mondo. L’ultima GTO come quello della foto, ma senza la storia di questa (primo proprietario inciso sul cofano “Pasquale Annunziata”) è stata venduta da RM Sotheby’s a 51,6 milioni, una con rara livrea bianco perla detto “speciale” nel 2026 è passata di mano a 35mln di dollari. Le sono stato dietro tutto il tempo sperando si fermasse a fare benzina, l’ho incrociata a Cassino. Arso dalla passione avrei chiesto al driver se avesse partecipato al recente Gran Prix Historique di Montecarlo.
Eugenio …che emozione!
Roma, 29 aprile 2026
E’ sempre questione di sensibilità. La sensibilità che ciascuno di noi ha si misura attraverso le emozioni provate difronte ad un’opera d’arte. Qualsiasi “oggetto” è da considerarsi un’opera d’arte se è capace di provocare in noi emozioni positive, emozioni che ci migliorano. Dunque, un’opera d’arte è anche un’automobile, soprattutto per noi appassionati.
Angelo ha avuto la fortuna di assistere, nel quotidiano, al passaggio di una Ferrari 250 GTO degli anni sessanta, un’emozione che supera di gran lunga quella che si prova quando si vede un’auto del genere in un museo o in una esposizione statica.
Altra riflessione riguarda il richiamato Gran Prix Historique di Montecarlo, assistere ad un evento del genere significa far parte attiva della storia dell’automobile e dell’automobilismo.
Grazie Angelo, per aver condiviso con noi questa emozione.
Eugenio Avitabile






