Anna Maria Alvino di Avellino, responsabile della Commissionaria Citroen Panhard di Via Tagliamento
LE ORIGINI
Incontriamo Anna Maria Alvino nella sua bellissima casa al centro storico di Avellino. Dopo poco ci troviamo a varcare idealmente la soglia del salone Citroen-Panhard di Avellino dai lei diretto in Via Tagliamento, grazie ai sui ricordi nitidi e precisi.
Era il 1966 quando la giovane avellinese gettava le basi della sua indipendenza cercando un lavoro in attesa di un valido concorso che le desse una maggiore tranquillità per il futuro.
Un’amica le segnalò l’allestimento di due nuove vetrine in Via Tagliamento. Quando bussò alla porta di questa nuova attività, per candidarsi al ruolo di dipendente, non sapeva di preciso cosa l’aspettasse, quale fosse l’attività che si sarebbe svolta da lì a poco. A toglierle il dubbio il titolare della nuova impresa, il geom. Biagio di Giovanni di Benevento. Era in allestimento la nuova commissionaria Citroen Panhard di Avellino. Si sarebbero vendute anche barche, motori marini Mercury e roulotte della Elnagh. Anna Maria, assecondando la sua naturale passione per i motori (in famiglia il padre aveva avuto una Balilla tre marce e possedeva una moto Ducati 250) diede la sua disponibilità a far parte dell’impresa. Ma il geometra manifesto un certo scetticismo, infatti Anna Maria era pur sempre una donna in un settore fino ad allora appannaggio del solo genere maschile. “Le donne sanno parlare, sanno leggere ed esigono rispetto da parte degli uomini, sempre usando gentilezza, sorriso e cortesia”, queste le buone ragioni contrapposte dalla diciottenne, che con queste parole riuscì a fugare le perplessità del titolare, accingendosi, così, anche a vivere in prima linea la calda stagione di emancipazione del ’68, coltivando principi di libertà e non di libertinaggio, come ci tiene a precisare oggi Anna Maria. Il titolare interdetto da tanta determinazione si convinse ad assumerla puntualizzando: “faccio una scommessa con me stesso, vediamo per un mese … e per lo stipendio valuteremo a fine mese”.
LA COMMISSIONARIA CITROEN PANHARD di AVELLINO
Era fatta: la nuova commissionaria Citroen Phanard di Avellino aveva il suo volto, la sua immagine. Infatti, Anna Maria Alvino diventò la responsabile della sede di Avellino, la prima donna ad avere un incarico del genere nella nostra provincia. Dopo sette giorni la V.A.L. (Vendita Automobili di Lusso) era pronta ad aprire i battenti di Via Tagliamento ai civici 13H e 13I (locali oggi occupati da una vendita di abbigliamento). Due vetrine, una destinata all’esposizione di due vetture e l’altra destinata all’esposizione di una barca e diversi motori marini. La particolare conformazione dei locali non consentì mai l’esposizione di roulotte Elnagh. C’era un’insegna esterna, mentre i loghi dei marchi automobilistici erano riportati sulle vetrine. L’interno del salone era stato studiato e progettato da un architetto di Benevento, semplice ed elegante. L’habitat interno non doveva prevaricare sulla bellezza delle auto esposte. Le prime “francesi” ad essere esposte in Via Tagliamento furono una Citroen DS (blu metallizzato con tetto bianco) e una Panhard 24 CT (canna di fucile metallizzato con interni in cuoio cognac). La seconda vettura era una due porte quattro posti, la versione sportiva (coupé) della ricercata Casa francese, la Panhard. La barca esposta inizialmente era uno scafo in legno marrone con la carena Hunt, mentre due erano i motori marini Mercury proposti in esposizione su appositi cavalletti. Esporre una barca ad Avellino, una città non marinara, fu una “furbata” commerciale, un inusuale settore capace, però, di attrarre il pubblico avellinese ed irpino.
L’INNAUGURAZIONE della V.A.L. – Vendita Automobili di Lusso
Finito l’allestimento del salone bisognava organizzare l’inaugurazione della L.A.V.. Questo incarico non poteva che ricadere sull’unica avellinese presente nello staff. Anna Maria si mise al telefono, invitando autorità e personalità avellinesi: meglio la telefonata personalizzata anziché il freddo e distaccato invito cartaceo. Quel sabato sera tanti risposero all’invito: i tre fratelli Lanzara confrontarono le caratteristiche delle vetture francesi con le loro abituali Alfa Romeo e Lancia; il dr. Gaetano Alfano, oculista primario all’Ospedale Civile; Fiore Caso, pur apprezzando le vetture esposte, manifestò la sua dipendenza dal fascino Mercedes (allora possedeva una nuovissima “pagoda”). Presenti anche i giovani delle famiglie Torelli (fonderia) e Ricciardi (fabbrica pavimenti).
All’esterno del salone c’erano i meccanici della L.A.V. al completo che, a cofani aperti, fornivano le dovute spiegazioni. Era anche possibile provare su strada la Citroen DS che era la vettura personale del titolare.
Dunque, non si trattava di una commissionaria qualsiasi, le macchine trattate erano molto particolari, per non parlare delle barche. Anche se tutti i visitatori apprezzavano le linee e le soluzioni tecniche rappresentate, prevaleva comunque il principio che i ricambi delle Fiat si trovavano anche dal “tabaccaio”.
HA INIZIO l’ATTIVITA’ della COMMISSIONARIA
Il lunedì successivo all’inaugurazione, il primo dei circa sette anni di attività della commissionaria avellinese, Anna Maria ricevette la telefonata del titolare con le congratulazioni per la riuscita dell’evento alla quale aveva preso parte in prima persona.
La giornata continuò con la visita dei titolari delle attività commerciali vicine, fra i quali l’elettrauto Mario Giannetti, che aveva l’officina proprio accanto.
L’impegno del titolare a fine mese fu onorato con lo stipendio di 35.000 lire più le provvigioni: una retribuzione di tutto rispetto per quei tempi.
Dopo un paio di mesi la Citroen DS 21 Pallas esposta fu venduta al dr. Gaetano Alfano che possedeva un Maggiolino della Volkswagen. Mentre la Panhard fu venduta dopo circa quattro mesi e fu l’unica ad essere venduta nuova dalla sede di Avellino. Ad acquistare la Panhard 24 CT, una coupé favolosa, fu il medico Giacomo Della Marca di Nusco. L’acquisto fu di impulso, mentre si stava recando a piedi alla concessionaria Fiat S.A.T.I. (poche decine di metri più avanti) il dottore entrò nel salone e si innamorò della sportiva francese. L’unicità di quella macchina esprimeva il carattere del professionista. Le provvigioni, guadagnate da Anna Maria, per la vendita della Panhard furono alte, ben 60.000 lire.
LA VISITA in COMMISSIONARIA di SERGIO ZAVOLI
Un curioso episodio si manifestò qualche mese dopo.
A partire dagli anni Cinquanta la RAI seguiva il Giro d’Italia, anche a bordo di motociclette. Questa soluzione vedeva impegnati in sella un motociclista e un giornalista. Il risultato era straordinario come emergeva dai comunicati radio diffusi in tutta Italia.
In occasione di un giro che transitava per la città di Avellino e diretto a Montevergine (fine anni ‘60) davanti alle vetrine di Via Tagliamento si fermò una di queste moto “della televisione”. Scese il passeggero in tuta con il logo RAI e si diresse in fretta nella concessionaria: “Buongiorno, Sergio Zavoli giornalista RAI al seguito del Giro con motocicletta, posso fare una telefonata, paga Roma”. Ad una giusta perplessità di Anna Maria, Zavoli proseguì dicendo “non si preoccupi perché pagherà Roma”. Allora, vista la gentilezza e la cortesia del giornalista la responsabile non fece problemi. “Da Avellino per Roma da Roma”, questa la frase di Zavoli che aprì la conversazione a carico della RAI. La telefonata durò meno di dieci minuti durante i quali il noto giornalista (il più importante fra quelli RAI che seguivano il giro in motocicletta) dettava gli aggiornamenti del Giro. Una conversazione molto dinamica ricorda ancora Anna Maria. Zavoli prima di andare via ringraziò con grande cortesia la giovane avellinese mentre guardava e apprezzava le vetture esposte.
IL PUBBLICO della COMMISSIONARIA
Le persone che frequentavano il salone erano particolarmente attratte dalle novità espresse da quel genere di vetture. La maggior parte di queste persone entrava per spirito di curiosità. In realtà i veri interessati all’acquisto erano pochi, con i quali, però, bisognava interagire cogliendo la loro personalità. Si trattava di persone che intendevano distinguersi, differenziarsi in fatto di scelte automobilistiche, fuori dagli stereotipi diffusi e condivisi all’epoca.
Per tutti la giovane responsabile si proponeva, sostenendo che “si fa più fatica ad essere scortesi che cortesi”. Del resto alla V.A.L. si rivolgevano anche chi voleva un’auto di rappresentanza, o chi semplicemente si voleva fare un regalo per la posizione raggiunta in quell’Italia ancora del boom economico, in quella Avellino allora isola felice.
A tal riguardo, nessuno meglio di Anna Maria ci può rappresentare oggi il significato di “Pallas”. Si trattava dell’allestimento al top di gamma delle Citroen dell’epoca, non di un modello di auto, come molti sostenevano e sostengono ancora oggi. L’allestimento “Pallas” poteva essere ordinato quale opzionale sulle versioni 21 e 23 della DS, Anna Maria lo proponeva a quelle persone che intendevano regalarsi una DS con un allestimento ancora più esclusivo rispetto al già importante allestimento base.
Nel salone di Via Tagliamento non sono mai stati esposti i modelli 2CV, Ami 6 e Ami 8 della Citroen, forse perché si rivolgevano ad un pubblico meno esigente. Tuttavia, molti avellinesi, dietro sue indicazione, raggiungevano la sede di Benevento dove era esposta l’intera gamma Citroen.
Il titolare della commissionaria impose da subito che le vetrine dovevano essere illuminate anche durante la domenica, nonostante fosse giorno di chiusura. Non essendoci allora le accensioni temporizzate, Anna Maria andava ad accendere le luci nel primo pomeriggio, alle quindici e trenta circa, per poi andarle a spegnere, a sera inoltrata, alle venti e trenta. Molto spesso la domenica sera l’accompagnava il padre Giuseppe, con il quale raggiungeva il vicino ristorante “da Generoso” per mangiare un’ottima pizza.
Nel 1970 finì l’esperienza avellinese della V.A.L. e, visti i buoni risultati ottenuti in Via Tagliamento, Anna Maria venne trasferita presso la sede di Benevento.
In quel periodo e fino al 1973, anno in cui prese servizio nelle Poste Italiane, la giovane venditrice viaggiava in treno, una tratta ancora oggi utilizzata dai pendolari.
Oggi Anna Maria è convinta di aver vissuto un’esperienza che nessuna ragazza aveva mai fatto in precedenza, aprendo una stagione in cui una donna per la prima volta era attivamente impegnata quale venditrice e responsabile di una commissionaria di auto in una città provinciale quale era l’Avellino di quel tempo.
Eugenio Avitabile
Si ringraziano:
Anna Maria Alvino di Avellino;
Enrico Alvino di Avellino.
Ricerca storica già pubblicata su “Il Corsivo” Settimanale dell’Irpinia a cura dello stesso autore – Edizione cartacea Numero 28 Anno 1 del 24 ottobe 2015.













