Umberto Vigilante di Avellino, un Elettrauto in carriera
LE ORIGINI
Era il 1945. Il secondo conflitto mondiale era nel suo momento più cruciale. Ad Avellino Don Giovanni Festa, parroco della Chiesa di Costantinopoli, si adoperava per i più bisognosi. Una particolare categoria di disagiati era costituita dai bambini che avevano il padre al fronte. Nella odierna Contrada Chiaire, dove oggi sorgono delle ville a ridosso di Avellino, esisteva una scuola elementare, una scuola rurale, come si diceva, una struttura scolastica a portata di mano per quanti vivevano in quel contesto agricolo. Era conosciuta come la scuola “addò Pellecchia” perché la costruzione sorgeva nella “terra” di Sabino Pellecchia. Nelle adiacenze, in Via Cerasuolo (oggi scomparsa perché assorbita nella toponomastica di C.da Chiaire) viveva Alessandro Vigilante, agricoltore originario di Avellino, con la moglie Luigia Bergamino. La famiglia si completava con quattro i figli: Gennaro, Umberto, Gerarda e Maria.
UMBERTO A SCUOLA IN IV ELEMENTARE
Vogliamo raccontare la storia di Umberto, nato nel settembre del 1937, perché come vedremo avrà a che fare con il mondo delle quattro ruote. Mentre il piccolo Umberto frequentava le elementari, papà Alessandro era al fronte, prima ancora aveva preso parte alle diverse campagne d’Africa del periodo fascista.
L’assenza di Alessandro da casa durò per oltre dieci anni tanto che al suo rientro i figli trovarono non poche difficoltà nel riconoscere il loro papà. Dunque, durante il periodo di guerra, la vita scorreva con molte difficoltà, la sola mamma Luigia doveva far fronte a tutte le necessità dei quattro figli.
La foto pubblicata a margine ritrae Umberto Vigilante in IV elementare, quando frequentava la scuola rurale vicino casa. Si trattava di una di quelle occasioni organizzate da Don Giovanni Festa a sostegno dei bambini bisognosi.
Umberto riceve dalla propria Maestra un paio di scarpe nuove, proprio mentre lascia le vecchie scarpe ormai logore. Onesto e sincero il suo sorriso come quello della sua Insegnante impeccabile nell’abbigliamento e nell’acconciatura tipica dell’epoca. Inoltre, la Maestra offre al piccolo Umberto un biscotto, probabilmente un wafer.
Si trattava, come si evince dal un volantino nelle mani di uno degli altri bambini, di prodotti della ditta Saiwa, forse ottenuti a titolo gratuito dall’attivissimo parroco di Costantinopoli, chiesa ancora oggi operativa ad Avellino in Corso Umberto I. La scatola a sinistra della foto che solo apparentemente può sembrare la custodia delle scarpe nuove, non era altro che una delle scatole dei biscotti Saiwa offerti per l’occasione. Infatti, furono anche distribuite, come si evince sempre dalla foto, confezioni di biscotti a tutti i bambini presenti.
Era quello il periodo in cui le Maestre, vista la carenza di personale, venivano immesse in ruolo già a diciassette anni.
IL SERVIZIO DI LEVA
Ma torniamo alla nostra passione per le automobili. Umberto conseguita la licenza elementare iniziò a lavorare, insieme al fratello e alle sorelle, per dare una mano alla madre, mentre il padre era ancora al fronte.
L’11 maggio del 1957 partì per il servizio di leva. Nel frattempo aveva già acquisito (da civile) la qualifica di elettromeccanico.
Durante il periodo di militare, il 3 gennaio del 1960, ottenne la specializzazione di “elettricista magnetista”.
L’8 dicembre del 1960 venne congedato a Bari, quando, invece, aveva iniziato il servizio di leva al comando di Pinerolo.
IL RIENTRO AD AVELLINO E UN BREVE PERIODO A ZURIGO PRIMA DEL MATRIMONIO
Ritornò ad Avellino, professionalmente realizzato. Riprese la sua carriera da Elettrauto.
Lavorò per un periodo ad Avellino come rappresentato dalla foto di gruppo con i compagni di lavoro e quella con l’amico Franco Vinciguerra di Avellino.
Dopo il 1962 per un breve periodo andò a lavorare in Svizzera, a Zurigo.
Rientrò a casa nel 1964, anno in cui si fidanzò con Maria Ciampa di Avellino. Si sposarono il venticinque aprile del 1965. Dalla loro unione vennero alla luce Anna (1966), Alessandro (1969) e Franco (1974).
Per un periodo lavorò, sempre come elettrauto, presso l’officina Giannitti, quando si trovava ancora in Piazza d’Armi (prolungamento di Via Mancini) nei locali di Argenziano.
Nel 1967 iniziò a lavorare come responsabile nelle officine della ditta Cecchini. Un lavoro impegnativo che lo vedeva operativo già dalle quattro del mattino.
LA FIAT 500 F DI UMBERTO E FRANCO
Oggi, il figlio Franco appassionato di veicoli storici fra i suoi mezzi conserva la Fiat 500 F del padre Umberto. L’auto fu acquistata nel 1994, mentre era ferma da diversi anni ad Avellino, in un garage di Via Campane. Era in condizioni limite, Umberto la portò a casa fra lo stupore del figlio Franco, con il quale condivideva la passione per le automobili.
La 500 di Casa Vigilante ritornò al suo splendore originario, fu cambiata solo la livrea d’origine che diventò bianca.
Successivamente Franco, dopo molti anni, riprese la 500 F del padre, affrontando un capillare restauro, conservando però sempre la livrea bianca scelta da Umberto.
Oggi Franco utilizza la 500 F nei raduni per automobili storiche accompagnato dalla moglie Annalisa e dai figli Carmen e Umberto (Junior).
Eugenio Avitabile
Si ringrazia Franco Vigilante di Avellino.
Ricerca storica già pubblicata su “Il Corsivo” Settimanale dell’Irpinia a cura dello stesso autore – Edizione cartacea Numero 12 Anno 2 del 19 marzo 2016.








