L’Autobianchi A111 di Modestino Perfetto di Avellino, oggi una rara testimonianza della berlina costruita a Desio (Mi)

Questa lussuosa e confortevole berlina fu acquistata nuova presso la Concessionaria Ufficiale “Giacinto De Santo”

LE ORIGINI

La storia di questa vettura ha inizio ad Avellino nel luglio del 1972, un’epoca in cui l’automobile completava la sua transizione da bene di lusso a fenomeno di massa, diventando un pilastro dello sviluppo economico e un simbolo di libertà personale. Acquistata nuova di zecca presso la storica Concessionaria Autobianchi-Citroën “Giacinto De Santo” operativa al centro di Avellino, l’auto entrò nella vita del suo primo proprietario, il Sig. Modestino Perfetto, all’epoca funzionario dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, distaccato presso l’ufficio territoriale di Avellino. Modestino, da premuroso padre di famiglia, fece di quell’auto una scelta del cuore, intrecciandola per sempre ai ricordi più cari e ai viaggi con i propri affetti. Quel legame prosegue ancora oggi attraverso mio impegno, genero del primo proprietario (avendo spostato Rita Perfetto), attuale custode che ne conserva la proprietà e ne tutela con orgoglio la memoria storica.

 

LA SCELTA DELL’ A111 CHE EBBE LA MEGLIO SULLA FULVIA

La scelta di questo specifico modello Autobianchi fu il frutto di un consiglio mirato e di un confronto con un amico e collega di lavoro del Sig. Modestino, che la preferì persino alla blasonata Lancia Fulvia. A far pendere l’ago della bilancia verso la berlina di Desio furono la straordinaria comodità delle sedute e l’estrema cura dei dettagli interni, doti capaci di garantire viaggi avvolti nel massimo comfort.

Per quasi vent’anni, fino alla soglia degli anni ’90, l’autovettura è stata preservata dal tempo e dalle intemperie con una cura maniacale: veniva infatti gelosamente custodita ad Avellino nei locali dell’Irpinia Garage in Via Circumvallazione, garage situato sotto lo storico magazzino di ricambi auto Adinolfi e proprio di fronte all’ingresso di Parco Abate. Il suo utilizzo era riservato alle grandi occasioni e ai momenti più felici della vita familiare; la si adoperava quasi esclusivamente per le vacanze estive nella Riviera Romagnola e, talvolta, per raggiungere Pordenone in visita al Dott. Mario Urciuoli, fratello della Sig.ra Pupetta (al secolo Oretensia Urciuoli di Avellino), moglie di Modestino. Ogni lungo viaggio si trasformava così in un rito e in un ricordo indelebile.

 

LA SECONDA GENERAZIONE

Il passaggio generazionale ha mantenuto intatta questa filosofia di conservazione. Al momento del passaggio di proprietà all’interno della cerchia familiare, la vettura aveva percorso la straordinaria cifra di appena 35.000 chilometri originali. Oggi, a distanza di oltre cinquant’anni dalla sua uscita dalla concessionaria, il contachilometri segna soltanto 85.000 km: una testimonianza tangibile di un uso assai limitato e rigoroso.

Nel corso della sua lunga vita, l’auto ha ricevuto solo gli interventi strettamente necessari a preservarne l’originario splendore. Il più importante è avvenuto nel 2020, quando si è reso necessario sostituire la tappezzeria interna, ormai logorata dal tempo. Per farlo, non si è badato a compromessi. L’intervento è stato eseguito sotto la prestigiosa e rigorosa consulenza del Registro Storico Autobianchi. Lo stesso Presidente, Marco Lerda, si è attivato personalmente a Torino per reperire il tessuto esatto per il ripristino. Questo restauro conservativo ha permesso di restituire alla vettura la stessa identica qualità dei dettagli che, nel lontano 1972, avevano conquistato il suo primo proprietario, preservando nel modo più rigoroso l’originalità e la conformità storica di questo splendido gioiello su quattro ruote.

Da grande appassionato di modellismo statico, anni fa ho voluto colmare un vuoto. Poiché questo specifico modello non era mai stato commercializzato dai marchi di settore, ho deciso di commissionarne una replica su misura in scala 1:43. Si tratta di un pezzo unico e artigianale, capace di riprodurre fedelmente l’esatta tonalità della carrozzeria e la targa originale dell’epoca: il modo perfetto per accogliere la vettura nella mia collezione privata. Una raccolta, in continua evoluzione, rigorosamente in scala 1:43, che conta circa 300 esemplari — tra cui spiccano rarità e modelli artigianali introvabili — e che, oltre all’intera produzione Autobianchi, racchiude la storia della Lancia, dalla Alpha del 1908 fino alla Nuova Ypsilon del 2024. Una raccolta in costante crescita che considero un cantiere sempre aperto, in perenne evoluzione, costantemente a caccia del tassello mancante e alimentata dal profondo desiderio di scovare nuove rarità.

 

INIZIA LA VITA DA STAR

La notorietà di questa rara autovettura — della quale sopravvivono alcune decine di esemplari, cifra ancor più esigua se si stringe il cerchio intorno ai modelli marcianti e ben conservati — ha saputo imporsi all’attenzione della critica specializzata, e non solo, quando nel 2010 è stata protagonista di un servizio su Ciakmotori. La testata giornalistica era all’epoca tra le prime a realizzare mini-documentari e video-test su strada di vetture d’epoca, con l’obiettivo di scovare e promuovere i gioielli nascosti del territorio indipendentemente dal loro stato di conservazione. Il vero motore del progetto è stato Eugenio Avitabile, attuale presidente della Scuderia Auto Storiche Green Racing Club di Avellino: in veste di collaboratore poliedrico, Avitabile ha curato personalmente la regia del servizio, occupandosi delle interviste per dare vita a un filmato di successo ancora oggi disponibile online.

Proprio la visibilità di questo video attira, nel 2013, l’interesse di Ruoteclassiche, che le dedica un’intervista esclusiva e un ampio servizio nell’uscita di ottobre di quell’anno. Il reportage fotografico viene ambientato tra gli scorci storici di Capocastello, l’antico borgo medievale di Mercogliano, per poi culminare davanti alla storica Chiesa di San Modestino.

La definitiva consacrazione storica avviene infine nel 2016, quando il presidente del Registro Autobianchi, Marco Lerda, mi richiede i diritti e il materiale fotografico per includere questo esemplare nel volume ‘Le autovetture che hanno fatto la storia – Autobianchi Primula e A111’, edito da Giorgio Nada Editore. Il veicolo è magnificamente storicizzato alle pagine 56, 57 e 94, grazie a una serie di scatti fotografici da me realizzati.

Sebbene il tempo non ci abbia restituito fotografie d’epoca della vettura insieme ai suoi primi proprietari, la memoria storica dell’Autobianchi A111 riemerge con forza attraverso preziosi documenti del territorio. Grazie alle immagini d’archivio rinvenute sul portale Avellinesi.it, è possibile rivivere l’atmosfera della storica Concessionaria De Santo, indimenticato punto di riferimento automobilistico locale, e ammirare gli scatti del debutto ufficiale al pubblico avellinese della vettura. A questa preziosa ricostruzione si affiancano le mie fotografie recenti, che testimoniano lo stato di conservazione impeccabile e l’assoluta fedeltà filologica di un mezzo che continua a farsi ammirare.

 

Gaetano Giordano

Socio

Green Racing Club

Tesseramento

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