Marco Aruta di Monteforte Irpino a Bruxelles all’Autoworld

Visitare Autoworld a Bruxelles è stata un’esperienza di circa due ore, immersi in una collezione che ripercorre oltre un secolo di storia dell’automobile, dai modelli di auto della fine dell’Ottocento fino a quelli di inizio Duemila.

Una delle caratteristiche che colpisce fin dall’inizio del percorso è la sede stessa del Museo, una struttura risalente agli inizi della Rivoluzione industriale, che contribuisce a creare un’atmosfera davvero particolare. All’interno, le automobili sono disposte in modo ordinato e permettono di osservare da vicino modelli molto diversi tra loro. La disposizione, però, non segue rigidamente un ordine cronologico, e questo rende la visita più simile a un cammino attraverso diverse epoche e culture automobilistiche.

 

La collezione è molto varia e comprende soprattutto automobili americane, francesi, italiane e tedesche, interessante anche la presenza di modelli giapponesi.

In circa due ore di cammino si riesce ad avere una panoramica davvero ampia dell’evoluzione dell’automobile: si parte dalle prime vetture ancora fortemente legate alla tecnologia e alla mentalità di fine Ottocento, passando poi per le grandi auto degli anni successivi, fino ad arrivare ai modelli che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento e l’inizio degli anni Duemila.

 

Tra le automobili che mi hanno maggiormente attratto una Lancia Lambda a passo lungo: è stata, per me, la vettura più bella della lunga ed articolata visita. La Lambda rappresenta molto bene l’eleganza e l’innovazione espressa dalle automobili italiane dell’epoca (prima scocca autoportante). Osservandola dal vivo, si riesce ad apprezzare molto di più di quello che si percepisce da una fotografia: le proporzioni, le linee e la cura con cui questa vettura fu concepita.

 

Un’altra vettura che mi ha particolarmente attirato è stata una Pegaso, marchio spagnolo meno conosciuto dal grande pubblico. Anche in questo caso, trovarsi davanti alla vettura ci permette di cogliere dettagli e caratteristiche che difficilmente emergono guardando semplicemente immagini o leggendo informazioni sulla sua storia.

 

Nel complesso, Autoworld mi è sembrato un museo adatto sia agli appassionati di automobili sia a chi vuole semplicemente capire come l’automobile sia cambiata nel corso di più di un secolo. La varietà della collezione è probabilmente il suo punto di forza principale, testimoniando l’evoluzione tecnica, estetica e culturale dell’automobile.

 

Le due ore trascorse all’interno del Museo sono passate velocemente, proprio perché la quantità e la varietà dei modelli esposti invitano continuamente a soffermarsi su ciascuna di esse.

 

 

Marco Aruta

di Monteforte Irpino (Av)

Socio

Green Racing Club

 

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