Silvio Calabrese di Monteforte Irpino, un Carrozziere protagonista nell’innovazione delle tecniche e delle tecnologie
LE ORIGINI
Silvio Calabrese nasce a Mercogliano (Av) nel novembre del 1946. L’attrazione verso le automobili lo portano, sin dall’età di quindici anni, a esplorare il mondo delle officine frequentando quelle a lui più vicine. Una prima esperienza di apprendista si tenne nell’officina meccanica di Antonio Renna, ad Avellino in Via Campane, negli stessi locali dove oggi è ancora presente un’officina meccanica. Poi frequentò l’officina di Gerardo Mazza, fino ad arrivare a lavorare nell’officina di Luigi Pescatore (detto Gino), una carrozzeria che si trovava a Torrette di Mercogliano. A seguito di un cambiamento societario, Luigi Pescatore andò a lavorare quale capo officina della carrozzeria presso la S.V.A., concessionaria Alfa Romeo per Avellino e provincia. A seguirlo nella nuova impresa Silvio Calabrese ed un altro giovane operaio. Era, quindi, il 1962 quando il giovane mercoglianese si trovò per la prima volta a far concretamente parte del mondo del lavoro. Infatti, fino ad allora per assecondare il suo desiderio di lavorare per poi guadagnare aveva frequentato le officine per “imparare” il mestiere senza nulla pretendere sia sul piano economico sia sul piano contributivo.
L’ALFA ROMEO di AVELLINO RIFERIMENTO per l’IRPINIA
La S.V.A. (Società Vendita Autoveicoli) era un’azienda che nasceva ad Avellino come società fra Giuseppe Aufirero, Angelo De Angelis e Alfonso Gaeta. Dunque, Silvio aveva imboccato la strada giusta, come vedremo l’ambiente Alfa Romeo gli consentirà di raggiungere negli anni successivi i suoi massimi risultati professionali.
In quel periodo l’Alfa Romeo assemblava, in Italia (Milano Portello/Nuovo Stabilimento di Arese), la Dauphine della Renault e la Renault R4 (a Pomigliano d’Arco non ancora Alfasud). Inoltre, la Casa francese commercializzava nella rete di vendita italiana dell’Alfa Romeo la Renault R8 garantendone anche l’assistenza nelle Concessionarie e nelle officine autorizzate dalla Casa del biscione.
In quel particolare periodo di collaborazione fra l’Alfa Romeo e la Renault, il caso volle che ad Avellino presso le Officine della S.V.A. rientrarono contemporaneamente due Renault R8 seriamente incidentate. Per riparare le due berline francesi furono formati due gruppi di lavoro, a Silvio fu affidata la riparazione di una delle due R8. Entrambe le auto furono riparate però a superare il test di verifica fu solo quella ripristinata da Silvio Calabrese, mentre l’altra, nonostante l’impegno profuso dal personale della S.V.A., fu portata a demolizione.
Nel 1967 fu riconosciuta a Silvio, da parte dei titolari della S.V.A., la responsabilità del Reparto Carrozzeria della Concessionaria. Questo importante riconoscimento avvenne negli anni di maggior successo della Casa del biscione consentendo a Silvio di partecipare attivamente a questo leggendario periodo della produzione Alfa Romeo.
La foto pubblicata in copertina nell’officina della S.V.A. rappresenta il primo periodo di lavoro di Silvio presso la concessionaria Alfa Romeo. Allora la sede dell’officina era ad Avellino in una delle traverse di C.so Europa (quella sul lato della sede dell’Alto Calore Servizi S.p.A. e fra il Viale Cassitto e Via Ferdinando Iannaccone, fra i civici 171 e 213 di Corso Europa). Di quella officina oggi è ancora possibile vedere il solo lavaggio rimasto come era allora, mentre la restante parte dell’officina è stata frazionata in box privati. In quel periodo Silvio da operaio destinato al reparto carrozzeria guadagnava mille lire al giorno, una paga di tutto rispetto per quei tempi. Il capo officina della carrozzeria, Luigi Pescatore, percepiva uno stipendio mensile fisso godendo di uno specifico inquadramento professionale. Siamo nel 1962, la foto ritrae Silvio intento a lucidare una Giulia berlina, una delle prime 1600 TI vendute in Irpinia. La presentazione di questa nuova vettura dell’Alfa Romeo si era avuta il 24 giugno dello stesso anno sulla pista dell’Autodromo di Monza. L’officina di Corso Europa pur essendo un unico ambiente era divisa in tre reparti: meccanico, elettrico e carrozzeria oltre ad un ingresso autonomo dedicato al lavaggio. La foto ritrae anche il giovane meccanico Antonio Picariello di Avellino, che negli anni successivi diventerà Capo Officina della stessa Concessionaria. A fare da sfondo nella foto all’avveniristica Giulia una Giulietta berlina a cofano aperto.
Nel 1965 il giovane Calabrese acquistò la sua prima automobile: si trattava di una Bianchina Trasformabile dell’Autobianchi, targata AV014267, comprata usata (presso la S.V.A.) con pochi anni di vita, appartenuta alla moglie di Angelo De Angelis uno dei soci della concessionaria presso la quale lavorava.
IL MATRIMONIO
Il 4 ottobre del 1970 Silvio sposò Vincenzina De Stefano di Monteforte Irpino (Av) con la quale si era fidanzato nel 1965. Convolarono a nozze nella Chiesa di San Nicola di Bari, la Cattedrale di Monteforte Irpino, mentre la cerimonia con parenti ed amici si ebbe al Cavallino Rosso, ristorante allora sito in Via Loffredo difronte all’attuale sede del Municipio di Monteforte Irpino (ex Orfanotrofio). L’Alfa che li accompagnò in viaggio di nozze era una Giulia GT 1300 Junior, la stessa riportata nella foto all’uscita dal ristorante. Roma (ospiti a Ciampino da Erminia sorella di Silvio), Verona, Padova, Venezia, Lago di Garda, questo il viaggio di nozze a bordo della bianca Gran Turismo prima di ritornare a Monteforte Irpino (Av). Il passaggio al Lago di Garda è rappresentato da una bella foto dove Silvio, a bordo lago, ritrae le sue due uniche passioni: Vincenzina e l’Alfa Romeo (in questa caso la Giulia GT 1300 Junior). Silvio al momento del matrimonio possedeva, oltre alla Giulia GT Junior del viaggio di nozze, anche un’altra GT 1300 Junior ed una Giulietta Sprint.
Fra le Alfa che richiedevano assistenza ufficiale presso la concessionaria S.V.A. sono da ricordare la Giulia S.S. di Sabino Losco noto concessionario di alcuni marchi motociclistici ad Avellino. Fra gli altri clienti sono da ricordare anche Renato Bove, i fratelli Abate (Tubisud) e Luigi Lettieri con la propria attività commerciale ad Avellino in Via Nappi.
LA CARROZZERIA CALABRESE di MONTEFORTE IRPINO
Il primo forno in Irpinia per la verniciatura fu quello della Partenauto (concessionaria Fiat presente a Torrette di Mercogliano) messo in funzione tra il 1972 e il 1973. Il secondo forno in Irpinia, attivato nel 1975, fu quello della S.V.A. concessionaria Alfa Romeo che, quindi, vide Silvio Calabrese impegnato in prima linea nel promuovere questa novità “generazionale” nella verniciatura delle vetture. Poi, nel 1977, sarà lui stesso nella sua nuova Autocarrozzeria a Monteforte Irpino, a mettere in funzione il terzo forno in Irpinia, “fu la prima cosa ad essere montata in officina” ricorda Silvio.
In Alfa Romeo si usavano, sin dagli anni sessanta, vernici termoplastiche delle marche Glasurit e Vercolac vendute in barattoli “imbottigliati” e scelti in base ad uno specifico codice che univocamente definiva la tinta della vettura. Le vernici termoplastiche sostituivano le più delicate e difficili da lavorare vernici alla nitro. Infatti, queste ultime una volta applicate, richiedevano un paziente lavoro di rifinitura prima ancora della lucidatura finale. Le vernici termoplastiche richiedevano dopo l’applicazione la sola lucidatura e non dovevano essere applicate all’interno di un forno.
Alla fine della prima metà degli anni settanta fecero la loro comparsa le “vernici a 80 gradi” (1973-1974) che richiedevano l’uso del forno per la loro applicazione. Le molte carrozzerie che pensarono di applicare queste vernici prescindendo dall’uso del forno subirono grosse critiche da parte dei loro clienti. Come già accennato, nel 1977, Silvio Calabrese aprì la sua carrozzeria. Poco dopo la S.V.A. decise di chiudere il suo reparto carrozzeria consigliando ai propri clienti di rivolgersi alla Carrozzeria Calabrese che in breve tempo ottenne l’ambito riconoscimento di carrozzeria ufficiale Alfa Romeo. Quindi, la nuova Carrozzeria Calabrese sin da subito ha potuto contare su clienti selezionati, ma anche esigenti. Fra le auto riparate a Monteforte Irpino anche quelle dei Carabinieri, della Polizia Stradale, della Questura di Avellino e della Guardia di Finanza.
Sin dai primi giorni di lavoro presso la S.V.A. Silvio Calabrese comprese a pieno la necessità di poter lavorare con l’ausilio di attrezzature all’avanguardia il cui utilizzo consentiva di ottimizzare la bravura e le capacità dell’operatore. Per questo la sua carrozzeria si è sempre aggiornata acquistando le attrezzature più sofisticate tanto che nel 1998 acquistò il primo banco dime in Campania a controllo numerico dotato di un robot.
Oggi la Carrozzeria Calabrese, che è stata sempre attiva nell’originaria struttura di Monteforte Irpino (Av), è portata avanti da Sergio figlio Silvio al quale è demandato il compito di portare avanti una importante bagaglio di competenze nel settore della carrozzeria.
Ma la storia continua anche con la terza generazione, con i nipoti di Silvio: Rossana, Julienne e Silvio (Silvio Calabrese Junior).
Eugenio Avitabile
Si ringraziano:
Silvio Calabrese di Monteforte Irpino (Av);
Sergio Calabrese di Monteforte Irpino (Av).
Ricerca storica già pubblicata su “Il Corsivo” Settimanale dell’Irpinia a cura dello stesso autore. Edizione cartacea Numero 2 Anno 2 del 09 gennaio 2016.







